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- La Schola Gregoriana Monostorinensis è un'assemblea corale
fondata nel 1998. |
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non sono
musicisti professionisti e non tutti sono cattolici. Che collega loro: l'affetto
di servizio della musica sacra autentica e, attraverso questo l'esigenza
scoperta come una sfida.
- Fin dall'inizio lo studio e la presentazione del patrimonio gregoriano è
stata fatto secondo il metodo paleografico e
semiologico.
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Il nome della Schola Gregoriana Monostorinensis
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- La Schola Gregoriana Monostorinensis si è formata nel 1998, nella
comunità cattolica del quartiere Monostor, che si trova nella parte
occidentale della città Kolozsvár (Transilvania, Romania)
- Kolozsmonostor è una città medievale, oggi già incorporata in Kolozsvár. Nel secolo XI. (secondo la tradizione attorno il 1060) qui fu fondata un'abbazia benedettina, che sussisteva fino alla riforma protestante. Nel secolo XIII-XIV. fu conosciuto come centro di autenticazione. - nel luogo dove una volta sorgeva l'abbazia benedettina oggi si trova la Chiesa gotico-neogotica dedicata all'Assunzione della Madonna, che appartiene alla parrocchia da Monostor. |
La paleografia gregoriana
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- Durante i preparativi la Schola Gregoriana Monostorinensis studia, prima di tutto i testi, e dopo la melodia, destinata all'interpretazione degli testi. Accanto alla notazione quadrata usata generalmente per la registrazione delle melodie gregoriane, la Schola interpreta anche la notazione sangallese e la notazione metense, usate già nel prospero Medio Evo (già prima di “inventare” la scrittura musicale). Queste note, per i specialisti trasmettono molto più informazioni, di quelle quadrate, che registrano soltanto la melodia e gli intervallo tra le note.
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Semiologia gregoriana
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- L'interpretazione
grammaticale, prosodiale, e dopo liturgico-teologica dei testi si
realizza attraverso l'articolazione attenta delle certe locuzioni
musicali, dei suoni, neumi e gruppi di neumi. Lo sviluppo della
semiologia gregoriana, a partire della meta del secolo XX., da Solesmes
(Francia), prima di tutto con il metodo della comparazione, e dopo con
quello induttivo, cerca di far sempre più interpretativo, e per l'esecuzione
sempre più “direttivo” il messaggio dei neumi.
- Tra i cultori più famosi della semiologia gregoriana possiamo menzionare Eugène Cardine, Godehard Joppich, Rupert Fischer, Johannes Berchmans Göschl, Luigi Agustoni, Cornelius Pouderoijen, Alberto Turco, Heinrich Rumphorst, Stefan Klöckner, Franz Karl Prassl e György Béres .
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Che cosa è la liturgia?
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Officio divino comunitario (a), pubblico (b) e
regolato (c). Tutti i tre parametri sono ugualmente importanti. a). La preghiera individuale è officio divino, ma non è liturgia – perché non è comunitario b).La liturgia non può chiudere fuori nessuno, non può essere esclusivo. c). I testi delle liturgia si sono sviluppati attraverso della pratica e degli istituti ecclesiali, questo aspetto univoco fa possibile la pratica comunitaria della liturgia. Nel senso teologico la liturgia è il dialogo bidirezionale, di tono elevato tra Chiesa e Dio. Le due “colonne” della liturgia cristiana sono a) la santa messa (il culto divino insegnante e di sacrificio, eucaristia) e b) l'ufficio delle ore (officium, officio divino, “il sacrificio delle labbra”)
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Il testo e la musica della liturgia
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I. I testi della liturgia della Chiesa sono
sviluppati durante i secoli fino sono arrivati al loro forma attuale,
e si cambieranno anche negli secoli prossimi – ma rimangono per
sempre validi. I testi della liturgia principalmente sono di
ispirazione biblica, ma rispecchiano anche la spiritualità del
cristianesimo antico, rispettivamente medievale. |
Musica religiosa – musica ecclesiastica – musica liturgica
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La differenza tra queste tre categorie non è gradato.
a) la musica religiosa necessariamente trasmette – attraverso qualsiasi mezzo musicale – contenuti religiosi b) la musica ecclesiastica esprime contenuti collegati a diverse confessioni cristiane: è la musica dei vari eventi, comunità ecclesiali; non di rado include una potenza musicale notevole. La musica ecclesiastica con testo non necessariamente è di testo liturgico. c) la musica liturgica sempre si basa sul testo “ufficiale” della liturgia della Chiesa (dai messali, graduali, libri di officium etc.) - il linguaggio musicale è caratteristico, autoctono, “di sviluppo proprio”, che è definito sopratutto dalla prosodia della lingua liturgica (cf. cantus planus) |
Lingue musicale liturgiche – cantus planus
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Nei nostri giorni nel cristianesimo occidentale sussiste pressoché il canto gregoriano – e attorno a Milano la tradizione musicale-liturgica ambrosiana. (Il canto gregoriano custodisce il nome del papa San Gregorio Magno, quello ambrosiano del vescovo San Ambrogio da Milano). Secoli fa esistevano ancora molto più lingue musicali liturgiche: quella gallica (nella parte occidentale del Imperio Franco), aquitana (nordest da Veneto), beneventana (Italia meridionale), mozaraba (Hispania), romana-antica (Roma, e dopo Italia centrale) etc. La storia della musica odierna tutte queste lingue musicali liturgiche chiama con un nome sintetico cantus planus (canto “piano”, in inglese e francese: plainchant, in spagnolo: canto plano). La loro peculiarità è quella che, non si subordinano alla metrica classica, cioè dal punto del ritmo sono sciolti, seguono la prosodia della lingua latina, sono senza accompagnamento strumentale e sono omofoni. |
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Il canto gregoriano e il papa Gregorio
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Il canto gregoriano è il cantus planus più diffuso del cristianesimo occidentale. La storia della musica e della liturgia oggi è già consapevole che nel riferimento al papa Gregorio (nella parola gregoriano) si rispecchia l'aspirazione delle età posteriori di convalidare con l'autorità del San Gregorio Magno (cc. 540-604) la lingua musicale gregoriana cristallizzata negli secoli VIII-X.
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E' arte il canto gregoriano?
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Non. Il canto gregoriano – simile modo agli altri cantus planus – appartiene alla categoria della musica applicata. Per un approfondimento suggeriamo una riflessione parallela.
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“Che cosa è il canto gregoriano?”
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“A questa domanda la storia sembra di essere la risposta più adeguata. A buon motivo, perché da due mille anni il canto gregoriano è l'unica musica artificiale dell'Europa, in cui alveo vasto è influito il salmodiare del Vicino Oriente antico, la voce antica dei toni annunciatori, augurali, lettori, litanianti, le onde della melismatica mediterranea ed alpina, lo squillo della innodia antica. Questo è stato dilatato con i mille tipi delle antifone e con il gioco dei ritornelli dei responsori, che sono il sedimento della musicalità delle molte nazioni; questo è stato rinfrescato dalla sorgente melodica rampollata alla fine del medioevo e che propone già il sapore della musicalità dell'età moderna: le sequenze, i tropi, l'ordinarium e le composizioni di nuovo stile. Dopo il Rinascimento, nel nuovo mondo della polifonia sembrava un fiume fiacco, che con le sue acque selvagge sta aspettando una regolazione. Nel nuovo alveo del'800, come un portatore omofonico della polifonia che rappresenta l'Europa, trasportava già nuove energie per un novo mondo musicale istituito sul fondamento delle tradizioni storiche. |
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Il suo destino non poteva evitare il tragico
tipico di ogni opera terrena: oggi proprio quella liturgia rinuncia
ad esso nel quale è nato, e proprio in quel momento quando i lavori
di restauro incentivano con una riuscita vicina. Chi vivrà vedrà se
l'entusiasta ecologia laica preserverà per la posterità.” |
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Thesaurus cantus gregoriani, Europe GRADUALE TRIPLEX (GT, Solesmes 1979)
OFFERTORIALE TRIPLEX (OT, Solesmes 1985)
ANTIPHONALE
MONASTICUM (AM, Solesmes 1934)
PROCESSIONALE MONASTICUM (PM, Solesmes 1893/1983)
LIBER HYMNARIUS (LH, Solesmes 1983)
PSALTERIUM MONASTICUM (PsM, Solesmes 1981)
János Mezei, KORAI POLIFÓNIA (Budapest 1997)
LIBER USUALIS (LU, Tournai 1964)
Cantica gregoriana hungarica László Dobszay, AZ ANTIFONA (Budapest 1995) LATIN-MAGYAR NAPPALI
ZSOLTÁROSKÖNYV – DIURNALE (Budapest-Gödöllõ 1999) Benjamin, Rajeczky,
MELODIARIUM HUNGARIAE MEDII AEVI. I.Hymni et Sequentiae (Budapest 1956) Janka
Szendrei – László Dobszay – Benjamin Rajeczky, MAGYAR GREGORIÁNUM (Budapest
1981)
Janka Szendrei, A RESPONSORIUM (Budapest 1995)
Janka Szendrei, AZ
ALLELUJA (Budapest 1995)
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| Gli scopi prospettivi dell`attivitŕ di Compagnia Schola e di Schola Gregoriana Monostorinensis l`insieme di canto sono: spedire e rinforzare i ragazzi nel campo della musica liturgica vera. A questo prestano aiuto i campi gregoriani dei ragazzi. All`infuori dello studio di canto, ofriamo per i curiosi ragazzi conoscenze religiose, introduzione della storia ecclesiastica e liturgica, inoltre grammatica e spiegazione di un testo. Al giorno per traverso circa quattro ore ci occupiamo con guadire i primi passi al canto liturgico, cosě naturalmente abbiamo tempo per gioco comune e anche per le gitŕ. Beninteso durante i campi toccano ai servizi liturgici poichč a questo si fa preparato e idoneo lo studio del gregoriano. Gli insegnanti e i guidi sono i membri della Schola Gregoriana Monostorinensis.
Da 2001 cresce progressivemente l`interesse verso i campi. In principio ci abbiamo occupato solamente con i ragazzi di Cluj, ma al corso di anni arrivano da sempre piů cittŕ (Sibiu, Deva, Târgu-Mureş, Budapest). Campi:
“I ragazzi – indipendentemente da fatto che nella scuola
elementare, generale o secondaria studiano – sono molto recetti per il canto
gregoriano. Questo forse ha l`interpretazione, che l`idea musicale del epoca
moderna ancora non ha corrotto i loro quasi instintivo prontezza a fare
della musica atonata con un ritmo personale e assolutamente dipenduto di
testo.
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